Implantologia

Informazioni:

 

 

L’implantologia è il ramo più recente della continua ricerca odontoiatrica, ed ha ormai raggiunto livelli di sicurezza, affidabilità e predicibilità di successo nel tempo, così da renderla come ottimale per la maggior parte dei casi di sostituzione di elementi dentali naturali persi, nei pazienti adulti, e a qualsiasi età, anche a costi contenuti.Consiste nel posizionamento  di un materiale biocompatibile che si deve integrare in un tessuto umano (osso): si parla infatti di implantologia osteointegrata, cioè di un vero e proprio legame intimo e stabile, che non consente alcun movimento e che è in grado di sopportare i carichi assai elevati delle forze masticatorie (carichi normalmente superiori di 50kg nelle zone molari).

Dopo un’accurata fase diagnostica dove vengono effettuate delle radiografie tradizionali e delle radiografie volumetriche, si passa alle varie fasi operative, in funzione della tecnica applicata.

 

L’implantologia dentale consente oggi di far fronte alla perdita dei denti naturali ripristinando il sorriso del paziente in modo perfettamente funzionale ed esteticamente valido.

Il ricorso all’implantologia dentale permette infatti una riabilitazione fissa della masticazione, evitando i fastidi legati all’utilizzo di protesi mobili (dentiere) ottenendo un risultato estetico conforme a quello naturale.

La tecnica implantologica prevede l’inserimento chirurgico nell’osso mandibolare o mascellare, di perni in titanio (materiale biocompatibile per l’organismo), i quali fungono da sostegno fisso per gli elementi dentali artificiali.

 

Implantologia a carico immediato: all on four – all on six
Fra le metodiche di implantologia a carico immediato, notevole è l’esperienza dell’equipe nelle tecniche all on four – all on six che permettono di ripristinare l’arcata dentale posizionando soltanto quattro o sei impianti in siti ossei strategici, atti a garantire un’ottima risposta alle sollecitazioni masticatorie. Il paziente potrà ottenere una protesi fissa provvisoria entro le 4 – 36 ore dall’intervento. Nella tecnica all on four – all on six, gli impianti utilizzati garantiscono, per forma, superficie e dimensione, un’ideale stabilità strutturale e rapidi processi di guarigione ossea.

 

 

Implantologia dentale: una scelta personalizzata

La scelta della strategia più corretta avviene in funzione delle esigenze del singolo paziente e delle sue caratteristiche cliniche, sia locali (stato osseo e gengivale) che generali (età e condizioni di salute).Anche pazienti anziani portatori di protesi mobili (dentiere) che presentino condizioni critiche di riduzione ossea, possono usufruire con successo di interventi implantologici: l’applicazione di pochi impianti (2 o 4), consente di stabilizzare le protesi mobili permettendo il recupero delle normali funzioni masticatorie e salvaguardando la vita di relazione individuale.

In alcuni casi, è possibile effettuare interventi mini-invasivi a cielo chiuso, senza incidere la gengiva, praticando dei piccoli fori corrispondenti al posizionamento degli impianti (tecnica flapless). Questa tecnica permette di ridurre al minimo il traumatismo chirurgico dell’intervento, accorciando notevolmente i tempi di guarigione.

 

La rigenerazione/ricostruzione ossea

 

La rigenerazione/ricostruzione ossea può essere eseguita contemporaneamente all’inserimento degli impianti, quando la quantità di osso preesistente è sufficiente per dare agli impianti stessi una stabilità primaria ottimale; questi interventi vengono risolti in fase unica.Diversamente, vengono risolti in fase doppia quegli interventi in cui la quantità di osso preesistente è talmente esigua da impedire l’immediato posizionamento degli impianti. In questo caso viene effettuato un primo intervento con lo scopo di rigenerare o ricostruire nelle gravi atrofie l’osso e un secondo intervento, dopo 4 – 6 mesi, per il posizionamento degli impianti stessi.

 

IMPIANTI PTERIGOIDEI E ZIGOMATICI

L’intervento viene effettuato in sedazione cosciente associata ad anestesia loco-regionale. Classicamente l’impianto pterigoideo deve essere solidarizzato a due impianti anteriori inseriti in regione premolare.

La metodica permette il restauro implantare dei settori posteriori del mascellare atrofico e l’inserimento di impianti in osso “nativo” cioè si evita la necessità di utilizzo di innesti osseo che innalzano il rischio di insuccesso implantare.

Infatti, quando è necessario l’uso di innesti ossei crestali o endosinusali, oltre ad un allungamento dei tempi per la protesizzazione, si somma al rischio implantare, il rischio di attecchimento dell’innesto con l’abbassamento della percentuale di successo generale. Esistono dei limiti all’uso di impianti zigomatici e pterigoidei: per gli impianti pterigoidei vi è un’importante limitazione anatomica, costituita dal volume osseo del tuber maxillae che condiziona la possibilità di inserimento dell’impianto mentre per lo zigomatico, tale limitazione risiede nel volume e conformazione del pomello zigomatico che deve avere dimensione e volume sufficiente all’ancoraggio dell’impianto.

Riteniamo quindi che, nel ampio raggio delle possibilità chirurgiche preprotesiche che abbiamo oggi a disposizione per la risoluzione dei casi di estrema edentulia mascellare posteriore, queste due tecniche, con i loro limiti e caratteristiche, rivestono due delle più utili ed importanti possibilità che la conoscenza e la tecnica chirurgica ci ha messo a disposizione.